La domanda riguarda il ritardo tra l’invenzione e l’innovazione e come la società reagirà a questo”.


Crediamo nel valore della cultura e della creatività per lo sviluppo socio-economico ed ambientale.

In questo contesto, vogliamo continuare il nostro dibattito sulla relazione tra patrimonio culturale, innovazione e tecnologia credendo che sia importante non trascurare ed affrontare in tempo il potenziale impatto negativo della nuova rivoluzione della tecnologia sulla trasformazione della creatività e cultura.

Esiste un rischio di manipolazione della creatività nell’era della digitalizzazione?

Recentemente, siamo stati particolarmente colpiti da alcune notizie. Avrete sicuramente sentito parlare dell’evento di combattimento tra due gladiatori “moderni” dell’Antica Roma, il signor Musk contro il signor Zuckerberg.

Nella realtà storica i gladiatori erano schiavi o prigionieri di guerra, oppure persone condannate per aver commesso qualche crimine.

Capire il motivo di questo evento probabilmente non è chiaro a tutti ma sicuramente è facile cogliere il meccanismo degli affari, del profitto e del capitalismo e l’interesse a sfruttare la bellezza del patrimonio culturale.

Mr. Musk ha detto: “«Volevo fare un evento di intrattenimento e beneficenza. Io resto sempre pronto”

La comunità ha potuto constatare, senza possibilità di reazione, la disponibilità delle autorità locali italiane e dei media che si sono prodigati per promuovere l’evento e si sono subito resi disponibili ad offrire luoghi di pregio dove l’evento avrebbe potuto svolgersi.

Non abbiamo riscontrato alcuna critica e apparentemente il fatto che questo evento non si sia verificato non è dovuto a regolamenti legislativi o reazioni della comunità.

Ben presto si sono susseguite numerose notizie e alla fine è bastato un tweet che citava motivi di salute (problemi alle vertebre cervicali) e Musk ha ringraziato il ministro italiano della Cultura per la sua gentilezza e disponibilità.

Il patron Musk ha sottolineato di essere sempre pronto ad organizzare questo evento di intrattenimento e “beneficenza”.

Ci sorprende la superficialità e il modo di esprimere le finalità di beneficienza. Riteniamo che tale finalità sia del tutto fuori luogo, poiché rischia di essere un’azione di manipolazione per fini promozionali e pubblicitari con un ritorno economico e di immagine molto più elevato per questi imprenditori.

Siamo invece convinti che questi signori debbano innanzitutto agire per mantenere e rafforzare il prezioso valore tra creatività e cultura necessario a garantire una crescita economica continua e sostenibile oggi e nel futuro.

È  questo il modo diretto per sostenere il governo e le istituzioni nel loro dovere di continuare a garantire un servizio ottimale verso la salute e il sostegno delle persone vulnerabili.

È responsabilità delle imprese e delle organizzazioni del capitalismo garantire una crescita adeguata grazie alla protezione del patrimonio culturale nella sua forma materiale e immateriale per creare una ricchezza economia diffusa.

Niente impedisce ai mecenati di esprimere la propria responsabilità sociale ma certamente in modo diverso, senza troppa pubblicità, con il cuore e in silenzio.

Ci auguriamo quindi che questi illustri imprenditori continuino ad innovare con senso di responsabilità nei confronti delle culture, delle tradizioni e della creatività di valore.

Crediamo però che sia necessario chiedersi il motivo dell’assenza di una visione a lungo termine, del rischio di un abuso di potere sul patrimonio culturale che richiede di essere disciplinato da una regolamentazione.

La regolamentazione dovrebbe prendere in considerazione le nuova frontiera della tecnologia e il rapporto con il patrimonio culturale, materiale e immateriale, per salvaguardarlo a sostegno di una crescita sociale, economica ed innovativa centrata sull’uomo, nel rispetto dei valori, delle identità e delle tradizioni.

Le domande affrontate:

– Come governare il patrimonio culturale nell’era moderna, dove un bene digitalizzato portato nel mondo del metaverso può generare nuove frontiere creative con ricadute “culturali” e interessi economici e di profitto non necessariamente a beneficio della collettività, ma piuttosto ritorno impressionante per i fornitori di tecnologia infrastrutturale su scala globale?

– Come vengono ridistribuiti i valori e il capitale generati alla comunità culturale a cui appartiene il patrimonio culturale?

È necessario ridurre il ritardo tra l’invenzione e la reazione della società aumentando la capacità della comunità di sviluppare pensiero critico e senso di consapevolezza per non essere manipolata.

L’uso del potere sulla creatività e l’innovazione non deve desacralizzare i valori associati al patrimonio culturale.

Speakers

Christian Ost, Andrea Monaco

– arti-talk #5 – Part 2

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